Favoliamo

Ben si sa che l’arte figurativa si manifesta con modalità differenti da come il pensiero può esprimersi attraverso la verbalizza- zione. Nell’espressione verbale prevalgono gli aspetti rappresentativi e solo marginalmente, e spesso in maniera occulta, quelli presentativi. Viceversa nelle arti figurative prevale l’aspetto presentativo, soprattutto da quelle forme espressive aniconiche che palesemente rinunciano a ogni forma di mimesi e i conseguenti aspetti rappresentativi.

Ovviamente questa non è una regola ferrea, ma una semplificazione. Infatti nell’arte figurativa iconica, e tra queste alcune forme di “arte narrativa”, l’aspetto rappresentativo è quello che appare per primo, lasciando ad una più approfondita lettura gli aspetti emozionali.
Questa mostra si pone come un inizio di un ragionamento sulla convivenza tra aspetti rappresentativi, e in questo caso anche onirici, e presentativi emozionali; soprattutto per vedere come tutto ciò possa portare ad evidenziare aspetti subliminali in una forma d’arte salvifica e confortante.

Chi ha detto che l’arte debba necessariamente essere inquietante, stupefacente o, addirittura, shockante?
Oppure che la ricerca del piacere estetico sia mera superficialità decorativa? I processi di lettura delle opere non possono fermarsi alla forma esteriore, ma devono ricercare quella forma interiore per avere una piena comprensione e valorizzazione.

Con questa mostra, ed in generale con il suo lavoro, Lonigo decostruisce la realtà riportandoci in un mondo simbolico legato all’infanzia. Sfrutta una decostuzione del piano temporale riportando lo spettatore in un mondo confortevole dove poter regredire ad uno stato di coscienza sopita e soffocato dalla calcificazione del tempo trascorso. Una confortevole regressione in rasserenanti angoli della propria memoria sollecitata dai colori vivaci e dalle forme semplici che l’artista traccia sulla tela. Ma Lonigo non è la sola a ricercare queste sollecitazioni subliminali. Esiste una vasta platea di artisti che in questo senso han- no e, ancora operano. Potremmo citare l’opera dei più famosi “balloon Puppies” di Jeff Koons o le ikone adolescenziali manga di Takashi Murakami. Un terreno quindi ben collaudato in cui i personaggi ed i paesaggi di Lonigo si collocano.

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